domenica 20 gennaio 2008

TOKYO I LOVE YOU







Ciò che mi è piaciuto del Giappone:

1) Nei ristoranti quasi sempre il tè e l'acqua sono gratis, le cameriere ti riempiono il bicchiere appena lo vedono vuoto oppure c'è una grande brocca di tè verde bollente sul tavolo.
2) Allo stesso modo, negli alberghi tradizionali in camera c'è un tavolino basso con un bollitore e il tè verde sempre a disposizione.
3) Tutto è veramente pulito, ovunque, perfino in metropolitana. Ho provato personalmente a passare un dito sulle pareti in ceramica della metro. Risultato: non un granello di sporco.

4) Tutti sono gentilissimi, dalle hostess dell'aereo alle commesse dei negozi, dai poliziotti agli addetti della metropolitana. Insomma, ovunque entri ti senti accolto come un principe.

5) I mezzi pubblici sono davvero efficienti: puliti, puntuali e perfino eleganti. Inoltre se sai a che fermata devi scendere non puoi perderti, nemmeno sul bus, perché ogni fermata è ripetutamente annunciata da uno speaker e dalle scritte luminose. E se non hai il biglietto o la tua carta prepagata si è esaurita, anche sull'autobus ci sono macchinette che accettano ogni taglio di yen e danno il resto.

6) Il fatto di togliersi le scarpe nei ristoranti e in albergo, che a noi occidentali può sembrare strano, in realtà ti fa sentire molto più comodo e ti fa percepire l'ambiente come pulito e accogliente.

7) Il bagno tradizionale (SENTO): immergersi nella vasca di acqua calda dopo essersi strofinati col sapone, rilassarsi guardando il giardinetto di rocce e bambù fuori dalla finestrella, ti riconcilia col mondo. E' come avere uno stabilimento termale in casa.

8) Togliersi scarpe, cinture strette e vestiti e infilarsi lo yukata (tradizionale vestaglia tipo kimono ma dalla vestizione molto più semplice) appena tornati in albergo ti fa sentire subito a casa.

9) La camera giapponese, con tatami e futon, tavolino per il tè e porte scorrevoli in carta di riso, è uno degli ambienti più rilassanti e rasserenanti che io conosca.

10) Il cibo: ci vorrebbe un libro intero anche solo per introdurre l'argomento. Più che una tradizione è una vera e propria arte, che coinvolge tutti i cinque sensi, per prima la vista con la curata disposizione delle forme e dei colori.

11) La cura dei particolari. Nella locanda tradizionale dove soggiornavo, tutti i giorni trovavo la cintura dello yukata piegata ad arte in un pentagono perfetto (vedi foto).

12) Non ho visto un solo giapponese che andasse in giro sciatto, sporco o non curato. Tutti erano eleganti, puliti, in ordine, soprattutto le ragazze. Evidente sintomo, credo, di una concezione dell'aspetto personale come espressione di rispetto per il proprio corpo e anche per gli altri.

13) Il livello di criminalità è bassissimo: a Tokyo ti senti davvero sicura, anche se sei una ragazza sola, ad ogni ora del giorno e della sera. Perfino prendere la metro a mezzanotte, inconcepibile a Milano (almeno per me), a Tokyo è normalissimo.

14) A Tokyo se non possiedi un garage non puoi comprare la macchina. Questa semplicissima regola fa sì che Tokyo, sebbene trafficata, non appaia assolutamente fagocitata dalle macchine come qualsiasi città italiana.
15) La lingua è talmente musicale che sembra che i giapponesi cantino ritmicamente invece che parlare.
16) I bento, naturalmente! Ovviamente mi sono fiondata subito a comprarli.
17) L'inchino, abitudine che trovo infinitamente più rispettosa e piacevole dei nostri baci sulla guancia che si è costretti a dare anche a chi non si conosce.




Ciò che non mi è piaciuto del Giappone:

1) In giro non trovi un cestino. Se hai qualcosa da buttare sei costretto a portartelo in giro e alla fine a riportartelo a casa. Inoltre la raccolta differenziata è semplicemente divisa in "bruciabile" e "non bruciabile".

2) La maggioranza dei giapponesi non parla inglese o lo parla malissimo, perfino in ambienti come aeroporti o alberghi, quindi spesso diventa difficilissimo comunicare.

3) Se parli ad alta voce sui mezzi pubblici ti zittiscono.

4) Non sembra che abbiano molto rispetto per l'ambiente e gli animali: a parte la ben nota strage delle balene, in generale sembra che il problema dell'inquinamento non riscuota molto allarmismo. In questo sono veramente molto indietro.

5) L'eccessivo gusto per le stranezze e le esagerazioni. Per loro è normale che esistano negozi di vestiti per cani con scaffali e scaffali pieni di assurdi completini da Minni o da ape. E portano veramente in giro i cani vestiti così.

6) Pare che non esista il concetto della tutela dell'antico. Tokyo è ormai fagocitata dal cemento e i grattacieli futuristici stanno crescendo come funghi.


In ogni caso ci tornerei anche domani!

3 commenti:

Antaress ha detto...

Che post interessante! Scusa la domanda scema, ma come mai nella foto sul piumino del letto c'è quella specie di lenzuolo con un buco in centro? O sono io che vedo male??

laura ha detto...

Era uno strano copripiumone, fatto con un buco nel mezzo dal quale si infilava il piumone... insomma come una specie di enorme federa. So che anche in Russia li hanno così.
Comunque la stanza giapponese era bellissima!

Anonimo ha detto...

Ciao, parto per il Giappone tra dieci giorni, sapresti indicarmi alcuni alberghi tradizionali. Grazie mille.

Giuseppe
giuseppe.zironi@tele2.it